LetteraturaIl Principe
Un equivoco di non poco conto grava da cinque secoli sulla cultura italiana. Riguarda uno scrittore, anzi una singola opera di uno scrittore il cui nome risuona in tutto il mondo come il più tipico rappresentante del pensiero, del genio e del carattere nazionale: Nicolò Machiavelli. Si tratta di un autore ben più conosciuto all’estero e soprattutto più letto dell’altro grande fiorentino, il padre Dante, ma forse la sua opera più significativa, non è stata abbastanza compresa nei propri significati riposti e nascosti. Edizione curata da Lucio De Caro e riscritta nell'italiano elegante di oggi. Come scrisse Machiavelli: "Io non dico mai quel che io credo, né credo mai quel che dico, e se pur mi vien detto qualche volta il vero, io lo nascondo fra tante bugie, che è difficile trovarlo”. Bene, è andata proprio così con “Il Principe” e Lucio De Caro ha inteso provare a sollevare quel prezioso velo di bugie che avvolge il celebre trattatello sul potere.




