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Storia della colonna infame
Questo saggio-romanzo storico fu pubblicato come appendice ai Promessi Sposi nella edizione del 1847. Storia della colonna infame racconta e analizza i processi milanesi del 1630 di cui furono vittime il commissario della sanità Guglielmo Piazza e il barbiere Giangiacomo Morra, accusati di essere degli “untori”. Gli imputati, che all’inizio negano ogni accusa, dopo la tortura confessano la colpa e si giunge così a scoprire una inesistente catena di untori che ha come capo il cavalier Padilla, di nobile lignaggio spagnolo. Anche questi viene arrestato, interrogato, ma non torturato, e alla fine scagionato. Gli altri, invece, vengono condannati a morte e, a monito immortale dell’intollerabile reato, viene eretta una colonna. Manzoni riprende un argomento peculiare della cultura liberale e illuministica (ricordiamo a tal riguardo il saggio fondamentale Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria ove si condannava la tortura e la pena di morte), analizza i testi, confuta le diverse opinioni, rievoca quelle scene con tecnica narrativa.




